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LUDOVICA LUXURY -SMELLY WOOL SOCKS -mobile
English speaking. i’ve been wearing these thick black wool socks for days now, and i’ve got no plans to take them off—they keep my feet toasty, and by now they’re soaked with my strong, sharp scent. i decide to have some fun with my personal slave, calling him over with a flick of my hand and shoving the socks under his nose as he kneels before me. he wrinkles his face, clearly not a fan of the “fragrance,” but i don’t give him a choice. “listen up,” i order with a wicked grin, “in ten minutes, this smell better have your cock rock hard, like you’re loving it. don’t disappoint me.” as he sniffs, i occasionally press the soles of my feet—still in the socks—closer to his face, shifting my position to give him a better view of my ass. it’s a little “help” for him, since the stench of the socks is so overpowering it could make eyes water. i lean on my side, relaxed but fully in charge, watching him from above as he takes in each labored breath of my scent. ten minutes pass, and when i tell him to stop and check, i see something’s stirred—his cock’s not fully there, but it’s twitching, even though the smell was awful. “good slave!” i say, laughing, giving him a pat on the head. “always ready to please me, even with a stuffed nose!” È da giorni che indosso questi calzini di lana neri, spessi e caldi, e non ho nessuna intenzione di toglierli—mi tengono i piedi al riparo dal freddo e ormai hanno preso il mio odore, intenso e pungente. decido di divertirmi un po’ col mio schiavo personale: lo chiamo con un cenno e glieli faccio annusare, spingendoglieli sotto il naso mentre è inginocchiato davanti a me. lui storce la bocca, chiaramente poco entusiasta del “profumo”, ma io non gli lascio scelta. “ascolta bene,” gli ordino con un sorriso malizioso, “tra dieci minuti, con questo odore, il tuo cazzo deve essere duro come se ti piacesse da morire. non mi deludere.” mentre lui annusa, ogni tanto gli avvicino anche le piante dei piedi, ancora avvolte nei calzini, e mi giro un po’, sistemandomi in una posizione che mette in mostra il mio culo—un piccolo “aiutino” per lui, visto che l’odore delle calze è così forte da far lacrimare gli occhi. mi appoggio su un fianco, il corpo rilassato ma il controllo totale, e lo guardo dall’alto, osservando ogni suo respiro affannoso mentre inspira quell’aroma che ormai è parte di me. passano i dieci minuti, e quando gli ordino di smettere e controllo, vedo che qualcosa si è mosso—il suo cazzo non è proprio al massimo, ma c’è una reazione, nonostante l’odore fosse terribile. “bravo schiavo!” dico ridendo, dandogli una pacca sulla testa. “sempre pronto a esaudire i miei desideri, anche con un naso tappato!”
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