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p2 sotto la mia scrivania
Oh, poverino, pensavi che fare da poggia piedi fosse già il massimo onore per te? illuso.nella seconda parte, mentre io continuo a lavorare al computer, perfetta, elegante, e completamente disinteressata a te, decido che puoi servirmi un po’ di più. così, senza nemmeno guardarti, ti ordino di usare quella tua bocca inutile per qualcosa di vagamente sensato: leccarmi i piedi. sdraiato sotto la scrivania, umiliato e schiacciato, ti abbassi ancora di più: annusi, lecchi, obbedisci. i miei piedi diventano la tua religione. il loro odore? il tuo incenso. il loro gusto? il tuo pasto. e io? io continuo a lavorare come se niente fosse, con un sorrisetto sarcastico mentre ti sento ansimare da sotto il tavolo. sai esattamente cosa sei: un poggia piedi con la lingua. e ti piace pure. quanto sei patetico.
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