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LUDOVICA LUXURY -FLABBY BALLS IN SIGHT! -mobile
Italian speaking. it’s summer, the air thick and lazy, and the four of us mistress friends are finally lounging on the couch after the last shoot, feet up, savoring a few precious minutes of quiet. the calm lasts exactly until the flabby idiot shuffles in, completely naked, hovering around us like a lost walrus, belly wobbling, and—most unforgivable—that ridiculous micro-cock dangling above two loose, sagging balls that swing like sad little pendulums. “seriously?” one of us groans. “when we’re relaxing we do not need that in our line of sight,” i say, pointing at the offending package. the break is officially over. we stand up together, slow and unimpressed. he freezes, face draining of color, suddenly aware he’s made a terrible mistake. we circle him once, just enough to make him shrink. “rule number one,” i say calmly, “when we’re off the clock, you disappear. rule number two: underwear exists for a reason. we never want to see that tiny, floppy disaster again. ever.” he nods frantically, mumbling apologies, already backing toward the door. we don’t lift a finger; the look in our eyes is enough. he scurries out, clutching his clothes like a shield. we drop back onto the couch, the room instantly peaceful again. summer restored. È estate, l’aria è densa e pigra, e noi quattro amiche mistress siamo finalmente stravaccate sul divano dopo l’ultimo video, piedi in alto, a goderci qualche minuto di silenzio prezioso. il silenzio dura finché non arriva il ciccione flaccido, nudo come un verme, che ci ronza intorno con la pancia che trema e – soprattutto – quel micro-cazzo ridicolo che penzola sopra due palle mosce e flosce che oscillano come due tristi pendolini. ma sul serio? sbotta una di noi. quando ci rilassiamo non vogliamo quella roba davanti agli occhi, dico io, indicando il pacco incriminato. la pausa è ufficialmente finita. ci alziamo tutte insieme, lente e poco impressionate. lui si blocca, diventa bianco come un lenzuolo, capisce all’istante di aver fatto una cazzata epica. gli giriamo intorno una sola volta, giusto per farlo rimpicciolire. «regola numero uno,» dico calma, «quando siamo in pausa tu sparisci dalla circolazione. regola numero due: le mutande esistono per un motivo. mai più vogliamo rivedere quel micro-disastro floscio. mai.» annuisce come un ossesso, farfuglia scuse, già indietreggia verso la porta. non alziamo nemmeno un dito: il nostro sguardo basta e avanza. scappa via abbrancando i vestiti come uno scudo. noi torniamo a sprofondare sul divano, la stanza torna subito tranquilla. estate ripristinata.
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